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Home Sessuologia

Una moglie “devota” di nome Glenda

Susanna Basile by Susanna Basile
Aprile 4, 2024
in Sessuologia
Una moglie “devota” di nome Glenda
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Glenda non voleva perdere suo marito, si sentiva a disagio con le sue forme ormai convinta che lui non la desiderasse più e invece…

Quando Glenda seguendo suo marito, scopre che non va al lavoro, decide che qualcosa deve cambiare. Jack ormai sono anni che non la degna di uno sguardo e lui sa cosa deve fare della sua vita intima. Si ricorda che quando era piccolo e il maestro a scuola lo puniva lui aveva delle emozioni diciamo forti!

I primi anni di matrimonio lui non capiva perché era stato attratto dalle maniere forti e rudi di sua moglie Glenda, ma poi, la violenza fine a sé stessa di quella donna lo aveva stancato! Era anche diventata molto grassa il che non rientrava nei suoi canoni e nei suoi gusti. Ma in realtà non era il solito uomo amante delle giovani e magre donne in circolazione: a lui interessava ricreare la situazione di quando era bambino e di come veniva punito, umiliato e bacchettato nel sedere.

È abbastanza comune che i primi eccitamenti che abbiamo da bambini e da bambine ci restino poi come fantasie e gusti nell’ambito sessuale. È il circuito del piacere che viene innescato e il cervello cercherà di ricreare quella situazione: così si attiverà l’ormone della Grelina che è un’endorfina legata al cibo. Per questo cibo e sesso sono così legati.

Ma torniamo a Glenda che decide di seguire Jack e scopre le sue nuove attitudini. La buona moglie capisce che la forma del suo corpo non c’entra niente: per dimostrare il suo eros, il vero amore, che non sempre è fatto di dolcezze e coccole, c’è bisogno di mettere in atto le fantasie di Jack.

Quello che ci preme raccontare non è il travestimento o il setting o meglio ancora la situazione: quello che farà innescare l’eros nonché l’amore all’interno della coppia saranno le intenzioni.

Mi spiego meglio: Glenda è una donna energica che rasenta la violenza ma di solito la esercita gridando tirando oggetti insomma facendo rumore, maltratta Jack ma fuori per così dire dal “letto”. Jack più è maltrattato più si rifugia nelle sue fantasie dove viene punito ma con un riscontro erotico dove il circuito ormonale del piacere viene innescato. Nel circuito del piacere si creano altri ormoni che decretano il legame della coppia come ad esempio l’ossitocina che permette l’unione e l’intimità come simbolo d’amore.

Quando Glenda scopre la fantasia di Jack e la attua, sta solo dimostrando l’amore per Jack, la scoperta e l’uso della loro complementarietà e l’accettazione del suo corpo così com’è: anzi il corpo diventa oggetto di desiderio da parte della stessa Glenda.

Quindi ancora una volta è dimostrato che l’eros non sta nella forma stereotipata di un corpo perfetto ma nelle intenzioni erotiche di quel corpo e dell’amore e verità che intende offrire.

Ultimo ma non per ultimo le fantasie delle scolarette sono tra i primi posti delle fantasie sessuali maschili occidentali e giapponesi. Non sempre sono legati a punizioni ma sicuramente sono legati a ricordi di prime esperienze sessuali. Per cui converrebbe, per esaltare e rinverdire gli ardori della coppia sondare il campo  raccontandosi senza veli e senza reticenze le cose belle della nostra fanciullezza.

 

Tags: coppiaglendagrelinamaestromogliescolarettaumiliatoviolenza
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