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Famiglie del vino: Emidio Pepe lascia un’eredità come uno dei grandi patriarchi del vino italiano

Fu un pioniere nel credere che i vini Montepulciano e Trebbiano d'Abruzzo avessero la capacità di affrontare il passare del tempo, creando una filosofia di produzione che ha ispirato generazioni di vignaioli

by Susanna Basile
Luglio 29, 2026
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Fu un pioniere nel credere che i vini Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo avessero la capacità di affrontare il passare del tempo, creando una filosofia di produzione che ha ispirato generazioni di vignaioli.

Se n’è andato Emidio Pepe, il vignaiolo visionario che decenni fa ha intravisto il futuro del vino. A 94 anni è venuto a mancare uno dei grandi patriarchi del vino italiano, colui che ha creduto fin dall’inizio nel potenziale del Montepulciano e del Trebbiano d’Abruzzo. Ha sviluppato una filosofia produttiva che ha influenzato profondamente generazioni di vignaioli.

Nonostante l’età avanzata, la scomparsa di Emidio Pepe lascia un vuoto significativo. È stato una figura centrale nel trasformare il destino del vino abruzzese e nel ridefinire il rapporto tra vignaiolo, territorio e tempo. Nel 1964, quando decise di imbottigliare Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo con il suo nome, la regione non era ancora nota per i suoi vini capaci di invecchiare. All’epoca, il Montepulciano veniva spesso considerato un vino rustico, destinato al taglio, e il Trebbiano sembrava destinato a un ruolo di secondo piano. Emidio Pepe ha intuito ciò che gli altri non riuscivano a vedere: la capacità del tempo di elevare questi vini.

È stato il primo a credere con determinazione che queste uve potessero attraversare i decenni, diventando migliori col tempo. Oggi, parlare della longevità del Montepulciano d’Abruzzo o del Trebbiano è quasi scontato, ma negli anni Sessanta era considerato azzardato. Pepe non ha mai tentato di persuadere col linguaggio: lasciava che fossero le sue bottiglie a parlare dopo anni di paziente attesa. Infine, il successo gli ha dato ragione.

In un’epoca in cui il concetto di vino naturale era ancora nascente, Pepe praticava una viticoltura antica e autentica. Rifiutava la modernizzazione cercando invece di preservare la vitalità del vino. Pigiava le uve con i piedi, diraspava manualmente e usava contenitori in cemento, scelte che all’epoca sembravano anacronistiche ma che oggi sono viste come esempi di autenticità artigianale. Non rincorreva le etichette: semplicemente sceglieva il modo giusto di fare le cose. Il suo vero lascito è stato quello di restituire dignità al territorio abruzzese, dimostrando che poteva competere con le grandi regioni vinicole italiane valorizzando le proprie tradizioni. Non era solo un grande vignaiolo, ma aveva compreso che grandi vini nascono dalla vigna stessa, e che la conservazione della biodiversità è essenziale.

Oggi la cantina Pepe è riconosciuta a livello mondiale e guidata abilmente dalle figlie Sofia e Daniela e dalle nipoti Chiara ed Elisa. Chiara Pepe, enologa talentuosa, oggi dirige la viticoltura e la vinificazione a Domaine de la Chapelle nella valle del Rodano, dimostrando quanto l’eredità di Emidio in termini di formazione e radici abbia avuto un impatto duraturo. Emidio Pepe lascia un’eredità ben più grande di quella di una semplice cantina; lascia un’intera visione del vino.

Emidio Pepe è un nome di spicco nella viticoltura italiana moderna, essenziale nel promuovere il Montepulciano d’Abruzzo e il Trebbiano d’Abruzzo come vini di elevata qualità e capacità di invecchiamento prolungato. La storia della famiglia comincia nel 1899, quando il nonno di Emidio produceva vino a Torano Nuovo, vendendolo sfuso per molti anni.

Nel 1964, Emidio Pepe fondò la sua azienda, avviando l’imbottigliamento sotto il proprio marchio, sfidando le convenzioni del tempo. La sua intuizione rivoluzionaria fu la convinzione che il Montepulciano d’Abruzzo non dovesse essere consumato giovane, come si credeva allora, ma potesse maturare ed evolversi per decenni. Per provarlo, iniziò a conservare una quantità significativa della produzione in cantina, rilasciando le bottiglie solo quando raggiungevano la piena maturità. Oggi la cantina conserva centinaia di migliaia di bottiglie destinate alla maturazione. La filosofia produttiva resta profondamente artigianale: – cura dei vigneti con grande rispetto per il suolo e la biodiversità – raccolta manuale delle uve – pigiatura tradizionale (storicamente anche con i piedi per alcune vinificazioni) – fermentazione in vasche di cemento – vini non filtrati e affinati a lungo Negli ultimi anni, la guida dell’azienda è passata progressivamente alle figlie Daniela e Sofia Pepe, insieme alla nuova generazione, che ha mantenuto la filosofia originaria introducendo nuovi studi sui singoli vigneti e sul territorio, come le selezioni Casa Pepe e Branella. Oggi Emidio Pepe è considerato un pioniere del vino artigianale italiano e uno dei principali artefici del riconoscimento internazionale dei vini d’Abruzzo. Le sue bottiglie, in particolare il Montepulciano e il Trebbiano d’Abruzzo, sono tra le più ricercate da appassionati e collezionisti di tutto il mondo.

Abbiamo avuto modo di conoscere la filosofia di Emidio tramite la figlia Stefania Pepe primogenita, durante un viaggio studio con Le Donne del Vino in Abruzzo.

Stefania Pepe ha creato la sua Cantina oltre 20 anni fa seguendo  la sua visione personale, mantenendo però l’eredità dell’approccio naturale al vino appreso dal padre.

Vanno all’amica le nostre condoglianze e che il coraggio e la consapevolezza con cui ha affrontato la sua vita di imprenditrice le siano sempre di grande conforto nei confronti di questa incommensurabile perdita.

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