Susanna Basile
Sito di Susanna Basile

Le “famiglie allargate”, le feste natalizie, gli “atti mancati” e il torcicollo psicosomatico

“Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l'intelligenza di saperle distinguere”. Tommaso Moro

0

Come le feste dovrebbero essere vissute in maniera autentica da parenti affini ed amici. Può sembrar strano ma ho sentito più malanni in questi periodi di feste che durante l’anno.

Mal di testa lancinanti, mal di schiena recidivanti e soprattutto torcicolli bloccati a destra o a sinistra. Problematiche legate al freddo e all’umidità direte voi, problematiche legate alle feste, direbbe la medicina psicosomatica. Sì perché tutto quello che succede durante le feste natalizie ha un legame emotivo così profondo che non riusciamo nemmeno a vederlo. A maggior ragione quando si è verificata la negazione della festa di fine anno, per lo meno nelle manifestazioni pubbliche o nei club privati. Lo sapete quanta gente si “fidanza” a Capodanno? Capisco è un termine desueto ma il succo è sempre quello!!! Non è un caso che si metta biancheria intima rossa e soprattutto nuova sta per propiziare l’incontro che potrebbe essere quello della propria vita! Quante coppie si sono formate e quante disfatte, direte voi, ma almeno c’era un movimento di cuori, di corpi, di vita e bollicine. Ora restano solo i “botti”: soprattutto i botti che fanno le famiglie che devono necessariamente frequentare “i miei, i suoi, i loro” e che quest’anno l’hanno dovuto fare anche a Capodanno per mancanza di possibilità.

Chi è partito ha avuto disavventure di ogni genere con aggiunta di costi spaventosi. Ho sentito che dalla Francia una famiglia siciliana non poteva tornare perché il tampone era scaduto da due ore, quindi tutto nuovo: biglietti, stanza, cibo e pure il tampone per un costo così esorbitante che potevano farne un’altra, di vacanza. A chi è rimasto in terra di Sicilia, una visita ai Templi di Agrigento con tanto di prenotazione, stava finendo a tarallucci e vino, con due ore di aspettativa al freddo e gelo, tanto da causare un torcicollo che dopo tre giorni torturava ancora, la mia carissima paziente. E se il mal di testa e il mal di schiena sono disturbi psicosomatici troppo generici per essere individuati come atti mancati, il torcicollo si presta in maniera inequivocabile a questa interpretazione.

L’atto mancato o atto sintomatico, è un fenomeno psichico che viene definito come un errore d’azione: si vorrebbe fare una certa azione e invece se ne fa un’altra. Freud definisce “atti mancati” tutte le volte che facciamo rovesciare del vino ad una cena importante o rompere bicchieri o far cadere delle cose, cercando così inconsciamente di farci notare. Ma anche un gesto come risposta ad un sopruso o una violenza come potrebbe essere stato il diniego di ingresso alla Valle dei Templi, che ha fatto venire c il torcicollo alla mia paziente: “Come, ho prenotato, ho il green pass, mi sono fatta duecento chilometri e tu mi lasci in auto al freddo e al gelo. Vorrei darti una serie di bastonate perché mi hai detto di “No!”. E invece siccome sono una persona perbene, purtroppo, il “no” me lo tengo io e mi faccio venire un fantastico torcicollo. Così non potrò dire di “no” per almeno tre giorni!”

Vi potete immaginare durante le feste quanti atti mancati succedono e quante malattie sintomatiche hanno risparmiato diversi omicidi, parricidi, matricidi, uxoricidi, “figlicidi”: meglio farsi venire un disturbo di qualsiasi natura. Il torcicollo ci dà il segnale che non abbiamo proprio voglia di fare, di incontrare, di affrontare. O l’invito “dai suoi, dai miei, dai loro” è una situazione che ci ha creato imbarazzo. O il problema è cambiare la visione, in qualche modo il collo non potendo girare a 180 gradi ci porta ad un’angolatura unilaterale, guardiamo solo a destra, o solo a sinistra, o fatichiamo a girare il collo completamente. Visibile segno che il nostro impatto con la realtà, con ciò che si presenta davanti agli occhi ci sta creando un disagio, una difficoltà, uno stato di sofferenza. Allora cosa fare? Provate a massaggiare il collo prima e dopo un incontro “importante” con olio di Arnica che rende flessibili le giunture, perché come diceva Tommaso Moro, Lord Cancelliere decapitato, a proposito di collo, durante il regno di Enrico VIII, quello delle 6 mogli, per alto tradimento, perché non aveva appoggiato il divorzio dalla prima moglie del Re:

“Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere”. E aggiungo io portatevi sempre un olio o una crema da massaggio e massaggiandovi il collo ditevi: “Io non ho colpa di quello che succede e comunque mi perdono a prescindere!” Garantito che funziona! Sennò vale la regola soddisfatti o rimborsati!

P.S. Le foto che ispirano la famiglia allargata e alquanto disfunzionale riguardano il film “Cena con delitto – Knives Out” del 2019 scritto e diretto da Rian Johnson è descritto come un moderno giallo deduttivo. Un famoso scrittore di romanzi gialli viene trovato morto nella propria camera. Una settimana dopo, i parenti sono convocati per essere interrogati: tutto lascia pensare che si sia trattato di un suicidio, ma secondo l’investigatore privato e consulente ci sono ancora troppe domande senza una risposta, prima fra tutte: perché quella mattina una busta anonima, piena di denaro, è stata recapitata alla porta del detective con la richiesta di investigare? L’anziano scrittore è stato trovato morto la mattina dopo aver festeggiato il proprio 85º compleanno, invitando a casa tutti i membri dell’intera famiglia, che quindi, se non si è trattato di suicidio, si ritrovano ad essere sospettati tutti quanti di omicidio.

Che è più o meno quello che succede in tutte le famiglie durante le feste di Natale e Capodanno, certo di fatto nessuno uccide l’altro, quantomeno fisicamente: ma se le intenzioni, i desideri nascosti, i pensieri reconditi e le parole sia dette e non dette potessero ferire e uccidere, altro che pandemia, assisteremmo ad un genocidio: meno male che ci sono gli atti mancati. Nel senso che volevamo colpire qualcuno tra pensieri, parole e gesti e l’abbiamo “mancato” magari per poco!

Secondo la teoria freudiana gli atti mancati nascondono il conflitto nevrotico tra fare una certa azione e non farla, un desiderio cosciente esibizionistico verrebbe represso da una persona e l’inconscio libererebbe l’energia dell’azione repressa, con l’atto mancato. La divulgazione del termine include il fenomeno il famoso “lapsus freudiano” spesso nel tentativo di chi compie l’atto mancato di attribuire i motivi dell’errore a uno scherzo o attribuire un significato sessuale all’errore. Freud nel suo saggio “Psicopatologia della vita quotidiana”, lo considerava sia un innocente errore, pur pensando che non ci siano errori innocenti. L’enorme quantità di atti mancati analizzati nella psicopatologia, molti dei quali sono banali o apparentemente insignificanti, sembrerebbe indicare che Freud ritenesse che una parte molto piccola di quasi tutti gli atti mancati, potesse essere analizzato. Spesso si usano gli atti mancati come testimonianza di timidezza, ansia, o riservatezza, come indicazione che la persona che fa l’atto mancato abbia necessità di parlare in modo più approfondito sull’insieme represso più profondo dei propri pensieri. E così finisco veramente con una frase sull’ascolto profondo di quello che è successo durante le feste: “Ascoltate e ascoltatevi, a volte un silenzio profondo dopo la confusione delle feste natalizie, può essere prodigo di chiarezza. Perdonate e perdonatevi facilmente, perché l’importante è non dimenticare per non fare e non farsi fare due volte lo stesso “atto mancato”: perché se vi hanno “mancato” una volta, non è detto che la prossima non vi “prendano”!

 

Commenti
Loading...