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Arte e psicanalisi: Il dipinto grafico “Museo” di Sabeth secondo gli psicologi Susanna Basile e Carlo Martinens

Susanna Basile by Susanna Basile
Luglio 5, 2020
in Art Therapy
Arte e psicanalisi: Il dipinto grafico “Museo” di Sabeth secondo gli psicologi Susanna Basile e Carlo Martinens
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L’artista, pittrice di dipinti grafici, Sabeth, incontra due psicologi Susanna Basile e Carlo Martinens, nelle loro approfondite e recondite dissertazioni.

Ma prima di ogni commento degli psicologi, sentiamo dalle sue parole il concepimento dell’opera:

“Museo è l’illustrazione che credo parli più di me e della mia storia. L’idea per questa illustrazione è nata molto prima del mio approccio col disegno digitale. Parla quasi di un’esperienza personale: io e lui avevamo questa tendenza nell’accarezzarci i volti durante i baci, come fanno tutte le coppie: che sia amano. Ma un giorno, durante un bacio, lui coprì con la mano le nostre labbra, come se il bacio fosse solo nostro e che nessuno poteva “vedere”. Così è nata l’idea per un quadro mai fatto (in quel periodo dipingevo molto). L’idea era appunto quella del bacio così intimo da non poter essere visto. Un bacio senza spettatori, un bacio come opera d’arte nascosta, un bacio che fa invidia agli altri “baci” appesi nelle pareti dei musei”.

 

Il commento dello psicologo Carlo Martinens: “Quello che a prima vista può sembrare una continuazione tra la rappresentazione di un atto espresso dai quadri e la sussistenza dei due ragazzi, in realtà rivela una contrapposizione tra l’immaginato e la realtà. Il fatto di voler nascondere quel bacio reale, mentre nell’immaginato dei quadri esso è volutamente esplicito, dimostra la volontà di un contatto e la ricerca di una umana intimità che nei quadri non c’è, ricerca d’intimità che è ricerca del vero, del vissuto, di una passione concreta. Ciò potrebbe suggerire un bisogno attuale, nella vita dell’autrice, di questo rapporto, di questo contatto, quindi la ricerca e la volontà di arrivare ad avere una relazione in cui si immerge nella dualità, appunto nel rapporto con l’altra persona, con l’altro da sé che sostanzialmente è colui in cui ci riconosciamo, o meglio riconosciamo delle caratteristiche di noi stessi cosicché ci lasciano innamorare. Ma la varietà dei quadri, dei modi di baciarsi, delle singolarità in cui i vari pittori hanno espresso quest’atto, il bacio, e la semplicità con cui invece i due ragazzi si baciano, sono in contrasto nel senso che nei primi c’è una ricerca artistica di originalità, di rendere quell’atto qualcosa di speciale, di unico, di irripetibile e quindi anche di fantastico. Mentre i due ragazzi esprimono una normale realtà fatta di pudore, fatta di sentimento e di trasporto. Quindi la contrapposizione sta maggiormente tra questi due poli, cioè nei quadri il tentativo di rappresentare il bacio come qualcosa di unico ed eccezionale che faccia suscitare nello spettatore dei sentimenti di volta in volta, di quadro in quadro, differenti ma tutti legati a un gesto d’amore artisticamente espresso ed espressivo, mente nei due ragazzi tutto questo non c’è. C’è invece un’altra ricerca, la ricerca dell’intimità, la ricerca non della sensazionalità, ma della semplicità dei sentimenti”.

 

Il commento della psicologa Susanna Basile verte sui tutti i quadri rappresentati dall’artista nello sfondo del dipinto grafico che hanno come tema indissolubile “l’apologia di due amanti”. Affinché possiate assaporare le differenze artistiche e semantiche effettuate dall’artista, vi chiediamo per ragioni di spazio e fluidità, di ricercare l’originale, direttamente su internet, in quanto troverete in ogni commento l’autore e il nome dell’opera.

Sabeth si è ispirata nei quadri dello sfondo a grandi artisti: Cominciando con “Il bacio con la finestra” Edvar Munch: nell’originale troviamo una coppia misteriosa ritratta senza tenerezza e complicità. I volti sono nascosti nell’ombra di un abbraccio sensuale ma non gioioso. Nella interpretazione di Sabeth la coppia appare senza bocca, ammutoliti, soffocati da un’emozione inesprimibile.

Scriveva Munch a proposito dell’arte: “In generale l’arte nasce dal desiderio dell’individuo di rivelarsi all’altro. Io non credo in un’arte che non nasce da una forza, spinta dal desiderio di un essere di aprire il suo cuore. Ogni forma d’arte, di letteratura, di musica deve nascere nel sangue del nostro cuore. L’arte è il sangue del nostro cuore”.

La coppia ispirata al “Bacio” di Gustav Klimt. Ma mentre nell’originale i due amanti si stringono e si abbandonano ad un bacio intenso. In Sabeth, i due amanti sembrano aver avuto un dissapore: si abbracciano, ma i loro sguardi hanno due diverse prospettive. Come se lui avesse qualcosa da farsi perdonare e lei sembra nella condizione incerta del perdono: il sentimento c’è ma occorre un tempo di riflessione.

Nel quadro ispirato al “Bacio” di Pablo Picasso, l’originale rappresenta due amanti stretti in un bacio così appassionato, che a stento si distinguono l’uomo dalla donna, dove la coppia trasmette uno spirito primitivo violento, selvaggio, carico di sensualità. Invece Sabeth rappresenta la coppia, che perplessa osserva gli osservatori: lui sembra “beccato” in un’istantanea foto, quasi “clandestina” e lei è noncurante, di questa dichiarazione d’intimità.

Nel quadro ispirato a “Romeo e Giulietta” di Frank Dicksee, l’originale rappresenta una coppia più  nel momento del climax del loro rapporto: il saluto che i due amanti si scambiano dopo la loro unica notte insieme. Per Sabeth questi due giovani, lui in posizione drammatica forse pensa “alle conseguenze del loro gesto” ma pur speranzoso per la “scalata di fuga” ed ebbro di inestinguibili e future delizie; lei nella espressione, “forse vi chiederò il permesso ma farò comunque di testa mia, perché ormai sono la sua “sposa”.

 

Nel quadro ispirato ad “Ettore e Andromaca” di Giorgio de Chirico l’originale rappresenta due manichini, pregni di simboli, che raccontano l’ultimo abbraccio, da “amanti” tra Ettore e Andromaca, prima che l’eroe troiano affronti il greco Achille in battaglia. Si guardano e guardano impotenti il volere del Fato. Per Sabeth, Ettore e Andromaca si abbracciano, più in un rapporto di alleanza, di fraterna amicizia e guardano l’osservatore affinché possa suffragare il loro reale atteggiamento.

Nel quadro ispirato al “Bacio Rubato” di Ron Hicks l’originale rappresenta una coppia dove lei è “cedevole”, probabilmente innamorata e lui fa il primo passo e “ruba” quel preciso momento che precede il primo bacio. Per Sabeth c’è sì un incontro, ma lei dimostra voler avere una spiegazione e lui rifiuta di dare una giustificazione. Si trovano magari nella dimensione del “dopo aver rubato il bacio?”

 

Nel quadro ispirato al “Bacio a letto” di Henri de Toulouse-Lautrec, l’originale rappresenta una confidenza determinata da amanti che si conoscono, che amano i loro incontri e altri ne avranno, il bacio è un suggello di nuove promesse. Per Sabeth c’è un abbraccio un po’ forzoso da parte di lei; un’espressione di chi non ha ceduto all’abbandono perché lui ha un pensiero e un sentimento rivolto altrove.

Nel quadro ispirato al “Il bacio” di Francesco Hayez, l’originale rappresenta un appassionato e sensuale bacio tra due giovani amanti, rapiti, in un clima di romantica sospensione. Per Sabeth: sembra che lui è quello giusto da baciare; le piace si attacca a lui: il bel tenebroso! Ma c’è un impedimento, che non la lascia tranquilla!

Nel quadro ispirato a “Gli amanti” di Renè Magritte, l’originale rappresenta il bacio fra i due amanti velatamente conturbante, avvolti nel loro sudario si “desiderano” per quanto sconosciuti. Per Sabeth: dalle forme del sudario si evince che gli attori invece di baciarsi come amanti desiderosi, guardano l’osservatore. Fortunosamente il loro sguardo velato si mischia con la coppia degli osservatori, i due ragazzi che a loro volta velano con un telefonino il loro approccio e non sappiamo se si stanno baciando!

Raccontare gli ardui passaggi che l’artista Sabeth ha effettuato durante l’osservazione e la reinterpretazione dei quadri “famosi” ci porta alla conclusione, chiaramente determinata da una sua espressione in un dato momento storico della sua vita, della “ricerca” di intimità e autentici sentimenti, quali l’Amore in senso assoluto, come sublimazione dell’Arte come luogo inaccessibile  della pulsione vitale.

Ma Sabeth nel suo bozzetto originale ci racconta un flashback di una romantica storia che arrivati a questo punto è possibile immaginare…

 

 

 

Tags: carlo martinenssabeth
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