Susanna Basile
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Placido Amadio e il suo libro “Il mio pensiero a colori” edito da Carthago Edizioni

Può avere una “colorazione bella” un pensiero di un medico dedito alla salute dell’essere umano?

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Il dottor Placido Amadio è un medico: come dire colui che si occupa della salute umana, prima che possa decadere nella malattia e nella depressione, nella tristezza e nella perdita di quanto ci è più prezioso al mondo: la salute del nostro corpo. Ma lui per certi versi è anche custode della salute della nostra anima, attraverso la poesia ci aiuta a consolarci delle nostre pene e drammi personali. Col suo libro di silloge poetiche “colora” la sua e la nostra vita reale, rendendola, soffice e lieve nonostante il destino cerchi di ingrigirla.

Susanna Basile: Chi è Placido Amadio?

Placido Amadio: Sono una persona come tante con tanta voglia di donare sempre sé stesso nelle cose che fa, sorridere sempre alla vita anche quando essa è in tempesta. Placido Amadio è prima di tutto un medico-uomo con i suoi difetti e i suoi pregi, disponibile ad aiutare chi ha bisogno e a non abbandonarli mai.

S.B.: Quando ha iniziato a scrivere?

P.A.: Ho iniziato a scrivere all’età di 12 anni, quando la vita mi ha portato via il mio migliore amico.

S.B.: Scrivere i suoi pensieri, emozioni, sensazioni è una forma di autoterapia?

P.A.: Forse sì, forse no, non lo so. I miei pensieri nascono dal profondo del cuore e possono nascere mentre dormo, parlo con amici, visito un paziente. Sono pensieri trasmessi da emozioni forti che mi arrivano da altri.

S.B.: “È difficile scrivere una poesia d’amore, perché devi riuscire a esprimere i tuoi sentimenti con sincerità, senza diventare troppo smielato o sentimentale”: cosa ne pensa di questa affermazione?

P.A.: Non so, io penso che scrivere una poesia sia difficile perché esprimere i sentimenti in qualsiasi modo è una maniera di scoprirsi: la vulnerabilità a volte rende fragili a volte rende forti. Oggi si chiama resilienza e mette d’accordo tutti!

S.B.: La psicopoetry parte da obiettivi psicologici e comportamentali che si intendono raggiungere e utilizza la poesia con tecniche idonee a favorire tali esiti psico-sociali: lei crede che i suoi testi potrebbero essere utilizzati per questa tecnica?

P.A.: Dal riscontro che ho con i miei amici (pazienti-amici) sembra che questa affermazione sia corretta. Per me sicuramente nella mia vita mi aiuta tanto a liberarmi da stati d’animo tristi.

S.B.: “Si avvicinava per poter finalmente/riposare e parlare/con la luna e i suoi figli/dei suoi sogni mal riusciti/Alla luna ed ai suoi figli/io ho raccontato del mio gioviale amore/volano su, nel cielo stellato/in una notte di mezza luna d’estate/ La luna in tutto questo mi è testimone e tu lo sai perché io non ho dimenticato/ dalle carezze della luna, che ogni sera con i suoi bagliori racconterà del nostro amore/Il sole e la luna ogni giorno e qualunque notte, per sempre/la luna che lo guida lo unisce”. Ho trovato che la luna è una costante nei suoi scritti: Ogni uomo ha desiderato da sempre conquistare la luna…ci vuole parlare della sua Luna?

P.A.: Durante la mia giovinezza mi sedevo di notte fuori dal balcone e mi ritrovavo spesso a parlare con la Luna a guardare le stelle raccontando la giornata trascorsa, le mie delusioni, le mie vittorie ecc. La Luna quella palla rotonda e luminosa mi ha indicato nei momenti bui della mia vita la via d’uscita.

S.B.: “Da quando i nostri sguardi si sono incrociati, e le nostre bocche si sono unite in quel dolce ed aulico sentimento, i nostri cuori sono stati rapiti da colei che governa le stelle. Ed Eros che ammirava i nostri furtivi baci ci chiamò Amanti. In questo nesso che tu ed io viviamo adesso scende la nostra benedizione con tutta l’esplosione d’amore che c’è in ognuno di noi. Ascoltiamo mia piccola Amante il ticchettio di questi minuti per non ritrovarci di nuovo nel deserto e poi magari maledire il nostro io per ciò che abbiamo perso. Amanti e solo Amanti resteremo, forse perché così non potrà mai eclissarsi ciò che è nato sotto l’auspicio del destino, di essere due teneri Amanti”. Sembra una dichiarazione d’amore romantica in piena regola: ci vuole parlare sul suo concetto d’Amore?

P.A.: L’amore per la persona con cui si decide di vivere per tutta la vita, l’amore per la vita, l’amore per il proprio lavoro, l’amore per gli altri, io penso che sia tutto. Cosa c’è di più bello: penso niente! Io credo che donare amore sia la cosa più bella al mondo perché questo ti fa stare bene e non importa se non verrà mai ricambiato.

S.B.: “Si parla, si scherza, si ride e infine si dice di essere amici ma negli occhi degli onesti regna la verità ma, in quelli che non sono bagnati dalle lacrime dell’amicizia, regna la falsità che ti offusca il cuore e ti rende più che mai odioso. Lei si insinua in tutte le discussioni anche le più banali, ma quando gli interessi personali si fanno vedere, ecco che tu allora piccolo sciocco la presenti sempre a conto terzi, solo per non sputtanarti ed essere così distrutto. Sì, perché alla fine è sempre la Verità a trionfare sulla Falsità”. Si può usare la poesia per smascherare la Falsità?

P.A.: Fin da piccolo, non lo dimenticherò mai, mio padre mi diceva, di dire sempre: “La verità al momento sarà scomoda ma alla fine trionferà”. Sicuramente i nostri comportamenti, la nostra coerenza, i nostri scritti, ai tempi dei social, smascherano la falsità ed oggi questo mondo ed in questo preciso momento è regnato da grande falsità.

E finiamo con una citazione come nota dell’editore, all’interno del testo, per provare ancora una volta che “l’umanizzazione della medicina è cosa buona e giusta”: “Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole.” Johann Wolfgang von Goethe

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