Susanna Basile
Sito ufficiale della psico-sessuologa

Il romanzo di Michela Arena: “Cuore o Ragione” edito da Carthago Edizioni

Un romanzo che mette d’accordo le diverse esigenze della nostra personalità

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Ragione e Cuore ridefiniscono la parte intellettuale e affettiva di una persona. Non esauriscono del tutto lo spirito, inteso come animo dell’essere umano, ma sono la somma delle facoltà morali, intellettuali e affettive: è dalla loro interazione che si origina la spiritualità. Così Michela Arena decisa a veicolare i suoi Stati d’animo tra “Ragione e Sentimento”, come avrebbe detto la grande scrittrice Jane Austen, mettendo in scena la propria storia di famiglia per omaggiare un padre amorevole ci guida verso le grandi e piccole emozioni di una storia quasi vera.


Susanna Basile: Chi è Michela Arena?
Michela Arena: Michela è una persona che dedica, con amore, ogni singolo istante della sua vita alla propria famiglia. Moglie, madre, lavoratrice, ma soprattutto donna con i propri sogni, progetti e passioni. Cerca di intrecciare il tutto in modo da essere una presenza costante per tutti. In passato ha frequentato i campi di atletica leggera, lasciando il segno con ottimi risultati. La conoscenza di questo mondo ha inciso nella sua vita perché lo sport e le persone conosciute sono state da esempio ed ottimi insegnanti di vita, questa parte della sua vita Michela la ricorda con amore. Poi lavoro, matrimonio e figlie che sono alla base di tutto, con la loro nascita parte di lei continuerà a vivere. I loro sorrisi, le loro marachelle, le lacrime, le confidenze, rendono la scrittrice più forte e ottimista in grado di scalare montagne per il loro amore. Michela è una donna determinata e ottimista che nonostante tutto vuole lasciare un segno e dire “Io ci sono, sono un puntino in questo mondo immenso, ci sono stata e ci sarò!”
S.B.: Perché scrive?
M.A.: Io scrivo da sempre, forse è una passione tramandata dal nonno materno. Scrivo stati d’animo, vita reale e sogni. Scrivo perché con la scrittura riesco ad esternare emozioni che il linguaggio vocale non riesce ad esprimere. Un foglio, una penna, musica e le mani iniziano a scrivere ciò che il cuore detta.
S.B.: Un originale espressione di prosa e poesia: come mai questa scelta?
M.A.: Prosa e poesia! Diverse ma simili! La loro similitudine sta nel fatto che sono entrambe arte! E perché non fonderle dando vita a “Cuore o Ragione…?” La vita è una sfida continua, con il mio carattere determinato, continuo a gareggiare nel campo culturale. Non importa cosa succederà l’importante è provarci e continuare a sognare!
S.B.: Un amore contrastato, ambientato in un paesino della Sicilia degli anni ‘40, precisamente Valguarnera: Si tratta di una storia vera?
M.A.: In parte, la storia di Louis e Mary, è vera!
S.B.: Matrimoni combinati: cosa sono?
M.A.: In passato, l’unione tra un ragazzo e una ragazza, molto spesso, avveniva non per amore ma i genitori costringevano i propri figli a unirsi in matrimonio per interessi economici o sociali, senza possibilità di opporsi da parte dei diretti interessati. Il tutto avveniva così: i genitori dello sposo sceglievano la ragazza idonea per il proprio figlio, chiamavano un signore detto “U Sinsali” in italiano l’ambasciatore, e lo mandavano a casa della ragazza per fare la proposta al padre, che dava la risposta e subito dopo la comunicava alla figlia. Da quel momento in poi la ragazza non poteva uscire da casa da sola ma doveva essere accompagnata dalla madre o dalla sorella o da qualcuno della famiglia. Poi avveniva il fidanzamento, le famiglie dei due si conoscevano, e con un banchetto a casa della sposa, rendevano ufficiale la relazione tra i due ragazzi. Poi avveniva un incontro per elencare la dote che la ragazza possedeva al momento del matrimonio (lenzuola, tovaglie, mobili, terreni, ecc.). Poi si accordavano per il giorno del matrimonio, per gli inviti, festeggiamenti e pranzo. Solitamente i festeggiamenti duravano tre giorni: il primo a casa della sposa con amici e parenti, i restanti due a casa dello sposo.
S.B.: La fuitina: ci racconta di cosa si tratta?
M.A.: Per evitare il matrimonio combinato, avveniva la “fuitina” o “fuga repentina”. Due giovani innamorati non avendo il consenso delle famiglie decidevano di scappare e dopo l’atto sessuale completo inducevano le famiglie a dare il consenso alle loro nozze.
S.B.: “Ho paura, paura dell’immenso, paura dell’inarrestabile, paura del presente e del futuro. Paura di me”. Come la paura influisce sui suoi protagonisti?
M.A.: La paura fa parte dell’essere umano! Louis e Mary, nonostante la paura di ferire i propri cari, di non riuscire nel proprio intento, sono ragazzi determinati, coraggiosi e con una straordinaria forza interiore. Questo loro modo di essere e guidati dal loro profondo amore, li porta a realizzare i loro sogni! Perché non sfidare le regole e restare inerti mentre gli altri scelgono per noi? La vita è una! Bisognerebbe viverla con passione e non in stallo!
S.B.: Perché ha scelto dei nomi stranieri pur svolgendosi la storia nella Sicilia degli anni ’40?
M.A.: Louis e Mary, sono ragazzi che hanno sfidato le regole! Perché io, autrice, non avrei dovuto sfidare il conformismo che ci porta a seguire certe regole? Sapevo che due nomi Siciliani sarebbero stati più pertinenti ma quei nomi stonavano con la personalità ribelle dei miei personaggi. Io mi sento diversa, il mio scrivere è diverso, il modo di intrecciare poesia e prosa è differente! Questa è stata una scelta fortemente voluta di proposito!
S.B.: Potrebbe Mary la sua protagonista femminile rappresentare la prima protofemminista in un paese retrogrado che imponeva la moglie a casa: “Cresce dentro noi la frenetica aspirazione di riuscire a volare?”
M.A.: Mary è una ragazza libera e ambiziosa, che si ribella alle regole patriarcali di quel periodo che trattavano le donne come “oggetti”. Secondo il mio punto di vista, potrebbe essere una protofemminista, ma non la prima. Donne come lei penso che ce ne siano, ce ne saranno e ce ne sono state tante! La differenza sta nel fatto che non vengono ricordate come si deve, la mia protagonista vive in “Cuore o Ragione…” e in un modo o nell’altro, la sua forza, il suo coraggio resteranno Vivi! “Viaggia, Sogna, Vivi! Elegantemente Vivi!”
S.B.: “Il legame tra padre e figlia è un rapporto magico autentico e vero”. Differenze e similitudini tra il suo rapporto con suo padre e quello della sua protagonista.
M.A.: Differenze e Similitudini! Il padre di Mary era un pare amorevole, come il mio, ma la differenza sta nel fatto che mio padre rispettava le mie scelte, forse per un periodo e contesto diverso. Quando ho scritto questo libro mi sono ispirata alla storia dei miei genitori e rivedo tanto mio padre in Louis, anche se poi ho modificato la loro storia, l’amore e la tenacia di mio padre la rivedo in Louis. Mary invece ha tratti caratteriali che mi appartengono. Ho voluto dedicare questo libro a mio padre che per me è stato il pilastro della mia esistenza, l’amore che ha provato per mia madre dal primo momento che gli sguardi, innocenti, si sono incontrati è difficile copiare o imitare. La sua intera vita vissuta con un sorriso e un amore smisurato per la famiglia. Un grande lavoratore, passava le giornate faticose cantando ed io così come fa un cagnolino con il suo padroncino gli stavo sempre attaccata, in ogni suo passo ero la sua ombra. Mi ha insegnato tanto e la sua mancanza è un vuoto incolmabile.

 

 

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