Susanna Basile
Sito ufficiale della psico-sessuologa

Christian Messina e il suo romanzo “Effetto Falena” edito dalla Carthago Edizioni

Quando la letteratura si mescola amabilmente tra psicologia e medicina e ci fa ben sperare sulle “intelligenze” dei nostri medici del futuro

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Christian Messina nasce a Catania il 15 maggio 1994. Nel 2014 intraprende gli studi in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Catania, dove si laurea con la votazione di 110/110 e Lode. Grazie alla sua tesi, “Clinical and Neuroradiological Outcomes in Patients with Very Very Late Onset Multiple Sclerosis”, viene insignito del Premio Scapagnini 2019/2020 per la migliore tesi nelle Neuroscienze. In seguito all’inizio della pandemia di SARS-CoV-2, si abilita alla professione di Medico – Chirurgo nel marzo 2020 e comincia la sua attività come medico USCA nel distretto di Bronte, le cui mansioni sono effettuare tamponi alla popolazione locale e visitare i pazienti covid19 positivi. Nello stesso periodo, comincia anche l’attività di Continuità Assistenziale e di Sostituzioni Mediche nell’ASP di Catania. Nel gennaio 2021 entra nella scuola di specializzazione in Neurologia a Catania. È durante il periodo tra il liceo e l’università che scrive il suo romanzo, che rimarrà una bozza per diversi anni, no al 2021. Inoltre, dal 2010 ad oggi si diletta a scrivere componimenti poetici

 Susanna Basile: Chi è Christian Messina?
Christian Messina: Quest’individuo è un medico specializzando in Neurologia al Policlinico di Catania, ma contestualmente un medico territoriale che si destreggia tra USCA e guardie mediche nei vari distretti e province limitrofi a Catania. Ciò che gli ha dato i suoi natali da vero medico è l’USCA, un presidio di continuità assistenziale che si occupa dei malati di covid19 e degli infetti da Sars-CoV2, tramite visite e soprattutto tamponi (eh sì, Christian Messina fa parte di quella cerchia che si veste con quegli scafandri bianchi ed entra di prepotenza nelle case altrui a “deflorare” nasi, ma per una buona causa!). Ma dietro queste vesti c’è anche un comunissimo essere umano, con diversi pregi (tra cui l’empatia, la capacità di emozionarsi, la lealtà, l’onestà e la determinazione) ed altrettanti, forse molti, difetti (la presunzione prima tra tutte, ma anche l’ingenuità! E forse l’autocelebrazione di sé stesso, questo lo deve ancora scoprire). Che bello raccontare e raccontarsi in terza persona, mi fa sentire un moderno Giulio Cesare. Ipse dixit.

S.B.: In che modo gli studi che sta facendo hanno influenzato la sua scrittura?
C.M.: Quando scrissi questo piccolo romanzo non ero ancora entrato alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Catania, per cui si trattava di semplici parole senza nessun carattere tecnico né professionale. Nel corso di questi ben 8 lunghi anni però ho rispolverato più volte codesta mia prima opera e mi sono soffermato maggiormente su alcuni dettagli a carattere squisitamente anatomico. Sì, i miei studi hanno influenzato profondamente la mia scrittura ed il mio modo di essere e di affrontare la mia vita. Medicina e Chirurgia ha, probabilmente, creato un mostro.

S.B.: La psicologia del suo protagonista Liam ha qualcosa di autobiografico?
C.M.: In parte sì, in parte no. Mi spiego. Da un lato troviamo ciò che vorrei essere e/o avere (una vita serena, un lavoro stabile e che amo, ma soprattutto un border collie. Quanto adoro quei musetti! Dall’altra, invece, è ciò che non vorrei accadesse. Quando scrissi Effetto Falena, io ero ancora un adolescente e, come tale, ero fragile, insicuro ed ingenuo, proprio come Liam. Poi sono cresciuto e la mia concezione del mondo è profondamente mutata, rendendola un’”allucinazione ad occhi aperti”, proprio come accade nel libro. Io penso che siamo tutti un po’ “allucinati”, sotto effetto di sostanze stupefacenti, ciascuna con il proprio effetto personale. Ecco perché ogni individuo ha la propria personalità. Tuttavia, Liam rappresenta per me un antieroe, e questo si discosta molto da quello che invece sono stato e vorrei essere in futuro.

S.B.: Il protagonista dice a sé stesso: “Ed adesso sto cercando di tirarmi fuori da tutto ciò, ma non credo che questa storia potrò mai eliminarla dalla mia testa”. Da neurologo ha mai ascoltato “storie psichiatriche” come quella di Liam?
C.M.: Da neurologo no, perché non sono ancora uno specialista, ma da specializzando sì. Sapete? Non sono poi così rare! Sono abbastanza comuni in psichiatria ed in neurologia.

S.B.: “Allucinazioni e sensi di colpa” riesce a trovare una combinazione scientifica visto che in maniera narrativa è riuscita a dimostrare questa connessione?
C.M.: Il cervello è una struttura così affascinante che, in realtà, è possibile trovare delle connessioni tra manifestazioni molto variegate tra loro, anche senza che queste abbiano un apparente legame. Ma sono solo congetture. In neurologia, dimostrare queste teorie è molto difficile. Se dovessi riportare tutto ciò che si trova in letteratura scientifica, forse non mi basterebbe un anno. Però grazie, forse mi è stata data un’idea per una nuova opera!

S.B.: A proposito di verità: “Spesso e volentieri la risposta a tutti i nostri dubbi e alle nostre sofferenze è la sincerità. È più semplice e veloce dire la verità che inventare una menzogna”. Cosa ne pensa della sua affermazione?
C.M.: Penso esattamente ciò che ho scritto (altrimenti non l’avrei mai detto!). La sincerità, nel suo dolore, è indolore. Lo so, sembrano le parole di un vecchio pazzo filosofo ermetico. La sincerità è trafittiva, reale, scevra da giri di parole: si prova dolore in quel momento (e forse anche qualche istante dopo), ma poi l’interlocutore se ne fa una ragione e accetta il fluire degli eventi così come gli sono stati presentati. La menzogna è subdola, cattiva, una matrigna affamata di anime. La menzogna crea matasse, la sincerità le scioglie. La menzogna distrugge, la sincerità genera.

S.B.: Ci crede veramente il suo protagonista che: “il mondo si divide unicamente in due categorie: angeli e mostri…Io appartengo alla categoria dei mostri. Lo sono sempre stato? O lo sono diventato?”
C.M.: Comincerà a crederci a mano a mano che si sviluppa la trama, poiché si renderà conto di non essere in grado di volare ed ergersi a paladino, ma di creare solo scompigli e sofferenze.

S.B.: “Ho imparato che nella vita le persone esistono per essere assaporate e che è meglio passare con loro più tempo possibile poiché esse costituiscono i fili del nostro destino, rappresentano la nostra matassa che è la vita e alcuni di essi tessono le nostre esistenze: un taglio netto ed è tutto finito”. E quindi vanno frequentate anche le persone-mostri?
S.B.: Perché no? Una persona può essere un mostro in funzione di se stessa, ma non aver mai commesso nulla di atroce nei miei confronti. Ècome dire che un assassino o un ladro o un qualsiasi malvivente debba essere lasciato solo e completamente ostracizzato a causa dei suoi crimini. Tutti si meritano qualcuno che possa ascoltarli, qualcuno che stia al proprio fianco, che li assecondi. Ciò sta alla base dei trattamenti di riabilitazione psico-fisica di qualsiasi genere. Tutti meritano il proprio angolo di “paradiso”, che siano angeli o mostri.

S.B.: Effetto falena il titolo: “Le falene sono considerate messaggeri del Fato, di quella forza oscura che tiene in mano qualsiasi essere vivente. Crediamo che, dovunque si posino, lì la morte si manifesterà”. Ci vuole spiegare il senso del titolo?
C.M.: Ci sono voluti ben 8 anni per scegliere il titolo della mia opera, e alla fine era proprio sotto i miei occhi. Il tutto deriva da ciò che definiamo “Effetto farfalla”: un insetto batte le ali in un luogo qualsiasi del mondo, ma dall’altra parte del globo codesta azione provoca una bufera o uno tsunami. In parole povere, cause e conseguenze. Perché allora “falena”? Una falena è un insetto notturno, nei secoli addietro considerata un messaggero di notizie nefaste o persino la reincarnazione di una strega. Questo vuol dire che ad una causa perversa o maligna corrisponde una conseguenza altrettanto spietata, proprio come accade nel mio libro.

S.B.:   E senza fare nessuno spoiler, c’è un qualche riferimento al racconto Metamorfosi di Kafka?
C.M.: Nessun riferimento alle Metamorfosi di Kafka. Solo puri riferimenti alle Metamorfosi di Christian Messina.

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