Susanna Basile
Sito ufficiale della psico-sessuologa

Il fiore di Bach, Honeysuckle è la nostalgia della famiglia

Come la famiglia “invischiata” ti “obbliga” ad apparire piuttosto che essere

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Queste le caratteristiche della famiglia in questione: invischiamento, iperprotettività, rigidità, evitamento del conflitto. Ma vediamo cosa dice Art therapy e Fiori di Bach:

“Sono il custode della selva. Le mie foglie lisce, saldate attorno al fusto creano palchi o ripiani dove si posa la rugiada. La vita staziona sulle foglie, che tendono a bloccare la crescita del fusto e i fiori spuntano alla base dello stelo. Da qui si aprono alla notte, si fanno spazio verso il giorno futuro. Lo stelo prende forza per sganciarsi da quel piano ed esplorarne uno successivo. Ma che fatica procedere, guardare oltre, quanto è più facile stazionare nel passato. Ma bisogna guardare avanti amico mio, fare un balzo repentino da un piano all’altro. Cos’hai da perdere? In fondo “non si sa mai”, questa la frase magica”.

La parola chiave per questo rimedio è famiglia.

Ma che cos’è una famiglia? “Un gruppo di matti con cui sei obbligato a condividere tutta la vita. Un club esclusivo di cui non si può disdire l’abbonamento. Anche se tua madre è fuori di testa e ha avuto un marito che non l’ha saputa amare come si meritava o se tuo padre è un bastardo che non vedi da vent’anni sarai sempre un membro di quel club comunque vadano le cose. E non saprai cosa significa farne parte finché uno dei suoi membri non se ne va lasciando per sempre un vuoto”. Da Benvenuti in famiglia serie-tv su Netflix.

Il fiore di Bach, Honeysuckle rappresenta anche “Il vecchio solo in famiglia” ma come vecchio è da intendersi quell’elemento della famiglia che “si sente solo”; può essere anche un bambino che vuole ritornare neonato perché si sentiva più amato; un adolescente che vuole tornare alle elementari; una donna in menopausa che non vuole invecchiare; un uomo in pensione senza più una missione o una meta da raggiungere. Comunque soggetti che hanno tanta nostalgia del passato che non c’è più e che indulgono nei ricordi, anche non piacevoli, del tempo, come se fossero incatenati in questi, da non riuscire più a vivere il presente.  E poi dulcis in fundo chi non riesce a staccarsi da un amore finito e chi non riesce ad elaborare un lutto.

Il Dott. Edward Bach descrive queste persone come: “…coloro che con il pensiero si soffermano a lungo nel passato, rimpiangono un tempo felice, si abbandonano al ricordo di un amico perduto o a vecchi sogni mai realizzati. Non nutrono alcuna speranza di vivere ancora dei momenti felici, se non nel passato”.

La magia di questo rimedio è far ritornare a vivere nel presente e spezzare le catene dei ricordi e del passato. Addirittura, Honeysuckle riesce a far superare lo stato di blocco del passato, riportandoci nel nostro cammino personale verso la realizzazione del sé. Gli stati d’animo su cui agisce Honeysuckle: rimpianti, rimpianto con nostalgia, nostalgia per cose o situazioni che si sono lasciate, mancanza di concentrazione perché si pensa al passato, intrappolati nel passato, malinconia per i ricordi.

Idealizzano un vissuto che riguarda sé stessi e la famiglia. La famiglia è quindi il luogo dove nasce il dolore fisico e mentale, soprattutto quando si tende all’idealizzazione. Ma è anche il luogo dove può avvenire la guarigione, purché sia possibile pensare e agire il cambiamento. Per poter lavorare in tal senso il terapeuta con la sua storia, i suoi vissuti, le sue emozioni e le sue risonanze si pone come il sé ausiliario della comunicazione, dell’espressione delle emozioni, a supporto della genitorialità, destabilizzando ruoli e funzioni, verso un nuovo possibile equilibrio. In gergo psicologico viene chiamato “reparenting”, un nuovo genitore che dia una seconda possibilità.

Ma quando la terapia da sola non riesce a penetrare questo scudo questa incapacità al distacco emotivo, la mancanza di flessibilità e di adattamento, regressione, il rifiuto delle novità, delle nuove esperienze e dei cambiamenti, lo scarso interesse per il presente, la convinzione di non poter trovare nuovamente una felicità così grande, allora si necessita l’assunzione dei Fiori di Bach che solo una valida consulenza terapeutica può ottimizzare.

 

Spesso in terapia ascolto discorsi che riguardano la famiglia: si vuole tornare in famiglia ma non si riesce a farlo vecchi rancori e vecchi ricordi ce lo impediscono eppure vorremmo tornare…o al contrario non si è mai andati via, soprattutto emozionalmente e si tende a cercare “famiglia” in ogni partner che incontriamo senza capire se sia la famiglia giusta per noi. Il legame del rimpianto anche per ricordi “non positivi” non ci fa integrare il passato per vivere il presente pienamente. Quindi non si tratta né di disconoscere o accettare pienamente la “famiglia”, ma si tratta di entrare in relazione con il Sé: a causa dei trascorsi, per evitare che la personalità rimanga cristallizzata in un momento che non è il presente impedendo l’ascolto dei messaggi provenienti dal Sé superiore che guida invece all’evoluzione.

Oppure il dolore generato dal passato, ha aperto un mondo di fantasia dissociato che viene vissuto in vece del passato stesso. Molte persone, bloccate ad un’età in cui erano estremamente felici, e magari con la connivenza di qualche trauma, hanno fermato il loro cammino a quello specifico momento e vi ritornano incessantemente con la mente e le emozioni, impedendo al presente di manifestarsi nella propria Bellezza e Saggezza.

Affinché il presente possa essere visto a colori è importante un lavoro di riconnessione, in qualche modo: è necessario lasciare andare, salutare, congedare, la memoria che non ci lascia vivere, che ci ossessiona. Un lavoro di rielaborazione consapevole, unito ad un lavoro sul corpo, è sicuramente utile per ritornare nel qui ed ora. E di psicoterapia funzionale si parla.

Per sua indole il tipo Honeysuckle è dotato di una notevole capacità mnemonica. Possiamo dire che la Memoria è la sua risorsa innata. Tale facoltà origina però da un’incapacità di sentirsi realizzato nella vita attuale che può portare il tipo Honeysuckle a fuggire nella reminiscenza di più gradevoli tempi trascorsi o di persone amate nel passato ormai perse di vista. La caratteristica di funzionamento familiare che può indurre delle patologie psicosomatiche nel tipo Honeysuckle sono le seguenti: invischiamento, iperprotettività, rigidità, evitamento del conflitto.

Le famiglie psicosomatiche sono famiglie invischiate in cui vi è un’ineffabile differenziazione tra i membri. Tutti i familiari si intromettono nei pensieri e nei sentimenti degli altri provocando assenza di privacy e di spazio psicologico del singolo membro. I confini sono inconsistenti, il cambiamento in un membro, infatti, si riflette inesorabilmente su tutto il sistema. Le famiglie psicosomatiche sono, inoltre, gruppi iperprotettivi.

Ogni membro della famiglia si interessa allo stato di benessere degli altri con alti livelli di sensibilità e quindi l’iperprotettività induce una mancanza di autonomia nei figli i quali, a loro volta, sentono la responsabilità di proteggere la famiglia e i genitori stessi. La responsabilità conduce ad un mancato svincolo nei figli che non riescono a costruirsi una propria vita autonoma perché intrappolati nelle dinamiche della propria famiglia di origine. Altra tendenza è l’evitamento del conflitto.

Ogni discussione o elemento di crisi “si tace” per la paura che possano avvenire la rottura dei legami. Negano l’esistenza di qualsiasi problema, non vedono motivi di disaccordo e sanno di godere di consenso e di una perenne armonia. All’altra estremità troviamo le famiglie apertamente in disaccordo, con continue interruzioni e cambiamenti di argomento che confondono ogni problema non trovando alcuna soluzione.

Questo continuo “frastuono” può indurre lo sviluppo di un sintomo psicosomatico costituito dal coinvolgimento dei figli nel conflitto genitoriale. I figli di queste famiglie diventeranno soggetti del tipo Honeysuckle perché legati alla famiglia di origine, alle tradizioni, alle credenze perché quello è l’unico tipo di amore conosciuto. Il tipo Honeysuckle è incapace di essere contento, di scherzare ed essere spensierato, ha un attaccamento monocorde alle vecchie abitudini, è indeciso, impotente, pigro, resta nella sua solitudine, riservato, freddo, bloccato di ogni iniziativa, chiuso ai piaceri della vita.

È l’atteggiamento di chi passa tutte le fasi della propria vita, con un atteggiamento pessimista, scoraggiato, sfiduciato. Possiede un gusto retrò, per il cimiteriale, per i ruderi e amore per tutto ciò che è triste. È una persona piuttosto apatica e scontrosa, non provando interesse per il cibo ed il sesso, disprezzando sé stessa e gli altri. Non si rassegnerà mai davanti alle separazioni, alle perdite, rimanendo legata agli affetti “di una volta”.

È il rimedio indicato per le persone che soffrono di rimpianti per le possibilità mancate, le speranze non realizzate, o che comunque vivono nella nostalgia e nel ricordo. Honeysuckle aiuta a dare un taglio con il passato che nonostante quello che pensiamo non è stato poi cosi idilliaco. È il fiore per gli amanti, delle storie romantiche passate, delle nostalgie affettive delle persone che sono “fissati” al passato: infatti hanno delle manie, vanno in vacanza nello stesso posto dove erano state con il loro fidanzato, usano lo stesso profumo del primo amore, rinunciano alla vita presente. Hanno un disturbo di adattamento con umore depresso, dovuto alla fine di un amore, a difficoltà lavorative, a problemi coniugali, per eventi stressanti.

Per chi è schiavo del passato, ha nostalgia del passato. Il fiore aiuta a concentrarsi nel presente, per chi non riesce a staccarsi dalle cose di cui non ha più bisogno e aiuta ad accettare i cambiamenti. Bisogna imparare a non rimpiangere i legami finiti, ogni cosa serve al momento giusto ed è sempre tempo per lasciare spazio al nuovo: si rielaborano le situazioni trascorse, con distacco, si ha la capacità di affrontare il presente, con una trasformazione positiva vedendo il passato come un momento di evoluzione. Soprattutto aiuta a “guardare” la propria famiglia con “amore”, quello vero, fatto di empatia, autonomia e indipendenza.

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